Analisi del sentiment
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Commento ai Sondaggi del Sentiment - 02 settembre 2008

Questa newsletter non tiene conto di nient’altro che i sondaggi dei traders europei. Cerchiamo di non essere influenzati da nessun altra metodologia, analizziamo solo le risposte ai questionari e da queste traiamo le conclusioni. 

Per chi volesse rileggersi l'obiettivo di questa newsletter può cliccare qui.

In uno dei report di agosto avevamo prospettato l'ipotesi che in un mondo avviato alla recessione solamente l'America trainata dalla debolezza del dollaro poteva risollevare le sorti dei paesi occidentali con crescita negativa e di quelli emergenti in evidente difficoltà da domanda, dovendola cercare all'estero tra i consumatori indebitati dei paesi sviluppati.

Il dato del Pil americano ben oltre le aspettative della scorsa settimana ha  in un sol botto  allontanato tutte le ipotesi di recessione che da quasi un anno tutti gli operatori andavano ripetendo riguardo l'economia a stelle e strisce.
In questo contesto anche il petrolio a 110 dollari può essere di buon auspicio per quanto riguarda i mercati finanziari e chi segue particolarmente l'inflazione come la nostra Bce.
Anche la discesa dell'oro evidenzia un ritorno al rischio da parte degli investitori che stanno riposizionando i propri asset.
.Nell'ultimo report, evidenziavamo, in termini contrarian, come la negatività dei traders offrisse spunti di acquisto per il medio periodo e così riteniamo sia, nonostante che proprio le notizie riportate sopra abbiano acceso gli entusiasmi a molti traders nell'ultima settimana.

Vediamo allora la tabella prima ancora dei singoli grafici.
I rialzisti sono cresciuti e quasi raddoppiati in termini percentuali dal 15% della scorsa settimana, mentre i ribassisti si sono dimezzati o quasi dal 50% di agosto. Cosa pensare? Che quanto riportato sopra è ormai alla merce di qualsiasi operatore e le performance dell'area euro delle ultime sedute sono sicuramente una spinta e una consapevolezza.
Sarebbe bello che i mercati da questo momento iniziassero a salire a dispetto di qualsiasi statistica nefasta sul mese di settembre, ma crediamo importante una crescita sostenibile, a gradini, con fasi di consolidamento, perchè potrebbero esserci sorprese dalle elezioni Usa, o dalle questioni geopolitiche, o dai dati macro o quant'altro e questi potrebbero fare scendere i prezzi con la  velocità doppia di come sono cresciuti.

DAX

A guardare il grafico delle risposte rialziste si nota come i livelli quasi estremi toccati la scorsa settimana (cerchio in verde) che ci avevano indotto a dire che era un segnale di acquisto contrarian sono oggi lontani.
Niente di preoccupante, ed è normale che dopo tre giornate di rialzi e notizie positive si torni ad avere un certo ottimismo come evidenziato dal cerchio in nero, specie tra i traders che sono molto repentini nel cambiare le proprie posizioni.
Nel grafico abbiamo evidenziato con due linee rosse dove la compiacenza rappresenta un campanello d'allarme.



Ora il grafico delle riposte ribassiste sono quasi contrarie a quanto detto sopra ed il cerchio verde evidenza lo stato della scorsa settimana, mentre quello nero è l'attuale posizione dell'indicatore sulla base delle risposte ribassiste.
Anche in questo grafico abbiamo riportato due linee rosse per segnalare lo stato dall'erta.

Abbiamo, nel grafico dell'indicatore sotto, riportato con un cerchio in grassetto, il caso in cui il calcolo della media delle risposte non ha fornito un segnale affidabile. Abbiamo poi evidenziato con un cerchio meno marcato, l'ultimo segnale registrato sui minimi di luglio.
Ovvio, che quando si arriva da un falso segnale si mette tutto in dubbio, vero anche che quando capita un falso segnale le probabilità che quello successivo sia quello giusto sono più alte.

Guardato all'indicatore che come più volte detto è di medio periodo (tre mesi), ora il modello che segue più di breve periodo è ancora in area verde e quindi positiva.


In conclusione:
come scritto sopra, ci sono i presupposti perchè questa crisi sia arrivata al termine, come il calo del petrolio, delle materie prime e dell'oro, il recupero del dollaro, ecc.ecc.
Ovviamente i pessimisti cronici ed i ribassisti dell'ultima ora vedranno nella ripresa economica e nel le aspettative al ribasso dell'inflazione motivi per essere ancora più convinti delle loro idee con i prossimi rialzi dei tassi in America che metteranno in ginocchio i consumatori americani ed il settore immobiliare.
Non ci può essere ripresa economica senza un contestuale rialzo dei tassi di interesse, altrimenti l'inflazione non viene controllata e non si mette fieno in cascina per quando ci saranno nuove crisi.
Quindi se Bernanke paveserà possibili prossimi rialzi non ci sarà nulla da temere se l'inflazione sarà sotto controllo. Anzi, sarà un segnale di forza economica.

Ovvio che siamo ancora in settembre e le elezioni americani portano molta incertezza, quindi la volatilità sui mercati finanziari rimarrà alta.

A questo link potrete vedere un video da noi fatto di soli 4 minuti sullo stato della volatilità.

 

Michele Clementi – mclementi@sentimentcharts.it

















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