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Commento ai Sondaggi del Sentiment - 17/12/2008

Per chi volesse rileggersi l'obiettivo di questa newsletter può cliccare qui.

Riportiamo per intero il comunicato della Fed in lingua originale di seguito la traduzione.

The Federal Open Market Committee decided today to establish a target range for the federal funds rate of 0 to 1/4 percent.

Since the Committee's last meeting, labor market conditions have deteriorated, and the available data indicate that consumer spending, business investment, and industrial production have declined. Financial markets remain quite strained and credit conditions tight. Overall, the outlook for economic activity has weakened further.

Meanwhile, inflationary pressures have diminished appreciably. In light of the declines of energy and other commodities and the weaker prospects for economic activity, the Committee expects inflation to moderate further in coming quarters.

The Federal Reserve will employ all available tools to promote the resumption of sustainable economic growth and to preserve price stability. In particular, the Committee anticipates that weak economic conditions are likely to warrant exceptionally low levels of the federal funds rate for some time.

The focus of the Committee's policy going forward will be to support the functioning of financial markets and stimulate the economy through open market operations and other measures that sustain the size of the Federal Reserve's balance sheet at a high lever. As previously announced, over the next few quarters the Federal Reserve will purchase large quantities of agency debt and mortgage-backed securities to provide support to the mortgage and housing markets, and it stands ready to expand its purchases of agency debt and mortgage-backed securities as conditions warrant. The Committee is also evaluating the potential benefits of purchasing longer-term Treasury securities. Early next year, the Federal Reserve will also implement the Term Asset-Backed Securities Loan Facility to facilitate the extension of credit to households and small businesses. The Federal Reserve will continue to consider ways of using its balance sheet to further support credit markets and economic activity.

Ora la traduzione:
Il Federal Open Market Committee ha deciso oggi di fissare il target sui fed funds in un range compreso tra lo 0.00% e lo 0.25%.
Dall’ultimo meeting del Comitato, le condizioni del mercato del lavoro si sono deteriorate, e gli ultimi dati disponibili indicano che la spesa al consumo, gli investimenti aziendali e la produzione industriale sono diminuiti. I mercati finanziari restano sotto pressione e le condizioni del mercato del credito restano difficili. Nel complesso, l’outlook sull’attivita’ economica si e’ indebolito ulteriormente.
Nel frattempo, le pressioni inflazionistiche si sono ridotte considerevolmente. Alla luce del calo dei prezzi energetici e di altre commodities e delle deboli prospettive per l’attivita’ economica, il Comitato si aspetta un’ulteriore moderazione dell’inflazione nei prossimi trimestri.
La Federal Reserve fara’ uso di tutti gli strumenti disponibili per promuovere il ripristino di una crescita economica sostenibile e garantire la stabilita’ dei prezzi. In particolare, il Comitato anticipa che le deboli condizioni economiche garantiranno probabilmente bassi livelli del costo del denaro per ancora diverso tempo.
L’obiettivo della politica adottata dal Comitato in futuro sara’ quello di supportare il funzionamento dei mercati finanziari e stimolare l’economia attraverso operazioni a mercato aperto ed altre misure che sostengano il bilancio della Fed ad un elevato livello. Come annunciato in precedenza, nei prossimi trimestri la Federal Reserve acquistera’ larghe quantita’ di debito ed MBS (Mortgage Debt Securities) per fornire supporto ai mercati dei mutui ed immobiliare, e rimarra’ pronta ad espandere l’acquisto di tali strumenti. Il Comitato sta inoltre valutando i potenziali benefici legati all’acquisto di Treasury di lungo termine. Agli inizi del prossimo anno la Federal Reserve implementera’ il programma di Term Asset-Backed Securities Loan Facility per facilitare l’estensione del credito alle famiglie e alle aziende. La Federal Reserve continuera’ a considerare diversi modi nell’utilizzo del proprio bilancio per supportare ulteriormente i mercati del credito e l’attivita’ economica.

Ora la domanda che sorge spontanea…la Fed può permetterselo?

Oggi si legge di tutto e di più riguardo un taglio così eccezionale che porta i tassi reali in negativo, dopo i precedenti nove tagli consecutivi con l’ultimo di mezzo punto percentuale a ottobre. Inoltre, la stessa Fed ha ricordato che agli inizi del prossimo anno diventerà operativa la linea di iniezione di liquidità denominata TALF, già annunciata qualche settimana fa, consistente nell’offerta di fondi a fronte della presa in prestito di titoli aventi come sottostante prestiti ai consumatori o a piccole imprese. Infine nel comunicato viene fatto riferimento alla valutazione da parte della Fed dell’ipotesi di procedere all’acquisto di Treasury a lungo termine oltre anche alla possibilità di allargare ulteriormente il bilancio della Fed per supportare i mercati; così facendo si alza il livello di credito alimentato da Greenspan che ha già causato il collasso del sistema e Bernanke sembra ora voler perseverare su questa via. Il debito degli Stati Uniti sta decollando e come qualsiasi azienda rischia il collasso da troppi debiti.  Interessante botta e risposta tra un giornalista ed un rappresentante della Banca Centrale Americana: “la FED ha prestato un trilione di dollari da settembre per cui il suo bilancio è raddoppiato, ma se poi dovesse avere perdite su questi 2 trilioni che ora ha messo fuori, il suo capitale scomparirebbe, cioè la FED è come una banca alla fine e sta prestando troppo no?"
risposta: “ non mi preoccupo perché se la Fed ha bisogno di più capitale basta che rivaluti i Gold Certificates che ha”.
Cosa sono i gold certificate? Di seguito una immagina che rappresenta il taglio più grande mai emesso dalla Federal Reserve in circolazione fino gli anni ’30 per un controvalore di allora di 100.000 dollari.

Era moneta diffusa dal 1882 fino al 1934, momento in cui queste emissioni sono state proibite e ritirate a fronte di rimborsi con gli attuali dollari in circolazione; questo tipo di banconota rappresentava l’oro piuttosto che i dollari (il cambio era fisso). La differenza era proprio il colore arancione del retro come da immagine.
Ora la Fed si ripromette, in caso di necessità, di rivalutare questa carta che “rappresenta” oro. Dagli anni ’30 una rivalutazione non è mai stata fatta quindi ci sono gli spazi fino ai prezzi attuali.

Ci viene da pensare che la carta non finisce mai di stupirci, in un anno in cui è successo di tutto proprio a causa della tanta carta (straccia) in circolazione, ora sarà proprio dell’altra carta, questa volta arancione, a salvarci?

Andiamo avanti, il problema dovremmo porcelo in questi termini: il taglio è l’allarme di quanto di peggio possiamo attenderci, oppure le istituzioni stanno lavorando bene per risolvere il problema ed usano tutte le armi prima di pentirsi di non averlo fatto.

In questo contesto i giornali si stanno scatenando da mesi, pronosticando la fine del mondo e dopo il taglio di ieri anche in internet si leggono di tragiche previsioni.
In questo senso il ratio Bull/Bear dell’Investor Intelligence misura il numero delle raccomandazioni rialziste o ribassiste ed il ratio non è altro che la loro trasposizione in un unico indicatore.
Dal grafico che segue si nota come nonostante il rimbalzo dai minimi di novembre, il numero delle risposte ribassiste ai primi di dicembre sono in numero maggiore rispetto a quelle rialziste e di conseguenza l’indicatore è prossimo a nuovi minimi storici.


 

In termini contrarian è sicuramente un bel segnale anche se sono parecchi mesi che abbiamo un martellamento da parte dei media e nonostante tutto questa volta i noti cover indicator non hanno funzionato a dovere se consideriamo che già a marzo si notavano copertine all’armanti e per la prima volta sono state seguite dai fatti piuttosto che da una ripresa se consideriamo che da questa estate siamo sotto di un 40% sui prezzi.

In conclusione,
l’anno si sta per chiudere e possiamo dire di averle viste tutte e sarà ricordato per sempre nei libri, in ultimo la truffa del fondo hedge di Madoff di cui riportiamo di seguito le performances (purtroppo le abbiamo fino al 2007).



Come dire: meglio non fidarsi di chi non perde mai!
Poi, ieri sera ho scoperto che ci sono anche i dollari arancioni, e con questa traballa anche la fiducia cieca nel biglietto verde.
Cosa ci riserva il futuro? A questi prezzi un bel 2009.

 

Michele Clementi – mclementi@sentimentcharts.it

















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