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Commento ai Sondaggi del Sentiment - 27 gennaio 2009
Per chi volesse rileggersi l'obiettivo di questa newsletter può cliccare qui. Credo che la cosa più difficile non è tanto predire l’andamento futuro delle borse o di qualsiasi altra attività finanziaria, tanto se si sbaglia si è sempre in buona compagnia. Sappiamo tutti quanto sia difficile fare analisi ed ancora di più operare di conseguenza e quindi abbiamo una scusante, ma è importante che questa non diventi una aggravante compiendo il più grosso degli errori: cambiare strategia nel momento in cui viviamo lo stato psicologico più difficile, la rassegnazione. Guardando ai grafici, si nota come si stia formando una fascia di prezzi importanti, raggiunti i quali le mani forti comprano, per poi vendere dopo un corposo rialzo se nel frattempo non ci sono stati dei miglioramenti nell’economia. Il bund sta correggendo e probabilmente tornerà a posarsi sulla trend line che ha accompagnato il rialzo a partire dal 1991 in area 120. L’idea che l’indice possa trovare un supporto a 120 ci viene anche dal grafico che misura l’attuale ribasso azionario iniziato nell’estate del 2007. Il rialzo del bund iniziato da 110, ha avuto negli ultimi tre mesi dei massimi crescenti, ma come evidenziato dai due cerchi, tale movimento non è stato confermato dall’indicatore Macd, formando delle divergenze negative. Se poi misuriamo i possibili ritracciamenti sulla base di Fibonacci notiamo che il 38% passa proprio in area 120, ed interessante anche come 118 invece coincidi con il 50% ed allo stesso tempo con i massimi precedenti toccati a marzo del 2008. Se guardiamo il grafico del Dax relativo all’ultimo bear market si nota come dopo cinque anni di rialzi ci sono voluti tre tentativi di rompere quota 8000 in un arco temporale di sei mesi prima di iniziare a scendere, in questo periodo l’indice si è mosso in un’area di 500 punti. Ora sono quattro mesi che ci muoviamo in un range di 1000 punti (normale con l’esplosione di volatilità avuta), con tre tentativi di accelerare al ribasso con la rottura di quota 4000 punti. Abbiamo evidenziato i due momenti con i quadrati neri. Analizzando nello specifico i tre minimi consecutivi si trovano delle analogie nella presenza di una “ombra” piuttosto prolungata nelle tre candele che determinano i minimi a dimostrazione che 4000 punti è un buon supporto e che a certi prezzi si trovano i compratori. Passando ora allo S&P500 ricordiamo che avevamo anticipato queste sedute di ribasso confidando sui segnali di medio periodo nei grafici settimanali ed ora andiamo a riguardarli. A differenza di quanto accaduto in Europa, gli Stati Uniti non hanno registrato doppi o tripli minimi, sono comunque congestionati come i nostri. Tornando ai sondaggi ci teniamo a dire che abbiamo avuto dei problemi sia nel recupero dei dati relativi ai traders, dal nostro fornitore, al quale abbiamo anche rilanciato per ottenerli, ma non sono in grado di raccoglierli neanche loro, sia in termini di segnali durante questi mesi di ribassi. Riportiamo il grafico dell’American Association of Individual Investors cercando di capire l’evoluzione avuta. In conclusione,
Michele Clementi – mclementi@sentimentcharts.it |
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