Analisi del sentiment
Cos'è l'analisi del sentiment o contrarian
Commento ai Sondaggi del Sentiment - 14 luglio 2008
Commento ai Sondaggi del Sentiment - 02 settembre 2008
Commento ai Sondaggi del Sentiment - 16 settembre 2008
Commento ai Sondaggi del Sentiment - 25 settembre 2008
Commento ai Sondaggi del Sentiment - 30 settembre 2008
Commento ai Sondaggi del Sentiment - 12 agosto 2008
Possiamo dire che è un '29? SI
Commento ai Sondaggi del Sentiment - 08/10/2008
Commento ai Sondaggi del Sentiment - 28 ottobre 2008
Commento ai Sondaggi del Sentiment - 04/11/2008
Commento ai Sondaggi del Sentiment - 12 novembre 2008
Commento ai Sondaggi del Sentiment - 22 ottobre 2008
Commento ai Sondaggi del Sentiment - 9 dicembre 2008
Commento ai Sondaggi del Sentiment - 19 agosto 2008
Commento ai Sondaggi del Sentiment - 09 settembre 2008
Commento ai Sondaggi del Sentiment - 17/12/2008
Commento ai Sondaggi del Sentiment - 3 febbraio 2009
Commento ai Sondaggi del Sentiment - 10 febbraio 2009
Commento ai Sondaggi del Sentiment - 18 febbraio 2009
Commento ai Sondaggi del Sentiment - 3 marzo 2009
Commento ai Sondaggi del Sentiment - 8 aprile 2009
Commento ai Sondaggi del Sentiment - 25 marzo 2009
Commento ai Sondaggi del Sentiment - 8 gennaio 2008
Commento ai Sondaggi del Sentiment - 13 gennaio 2009
Commento ai Sondaggi del Sentiment - 27 gennaio 2009
Commento ai Sondaggi del Sentiment - 17 marzo 2009
Commento ai Sondaggi del Sentiment - 10 marzo 2009
Commento ai Sondaggi del Sentiment - 25 febbraio 2009
Analisi Intermarket - 6 maggio 2009
Analisi Intermarket - 30 aprile 2009
Analisi Intermarket - 13 maggio 09
Analisi Intermarket - 26 maggio 2009
Analisi Intermarket - 4 giugno 2009
Commento ai Sondaggi del Sentiment - 31 marzo 2009
Commento ai Sondaggi del Sentiment - 14 aprile 2009
Analisi Intermaerket - 05 agosto 2009
Analisi Intermarket - 9 luglio 2009
Analisi Intermarket - 2 luglio 2009
Analisi Intermarket - 11 giugno 2009
Commento ai Sondaggi del Sentiment - 22 aprile 2009
Analisi Intermarket - 17 giugno 2009
Analisi Intermarket - 01 ottobre 2009
Analisi Intermarket - 27 agosto 2009
Analisi Intermarket - 22 ottobre 2009
Analisi Intermarket - 9 ottobre 2009
Analisi Intermarket - 24 settembre 2009
Analisi Intermarket - 24 giugno 2009
Analisi Intermarket - 19 agosto 2009
Analisi intermarket - 13 agosto 2009
Analisi Intermarket - 12 novembre 2009
Analisi Intermarket - 28 novembre 2009



ACCESSO REGISTRATI
Username

Password


Clicca qui per registrarti.
Clicca qui per recuperare la password.


    HOME - REPORT - ANALISI DEL SENTIMENT
Commento ai Sondaggi del Sentiment - 27 gennaio 2009

Per chi volesse rileggersi l'obiettivo di questa newsletter può cliccare qui.

Credo che la cosa più difficile non è tanto predire l’andamento futuro delle borse o di qualsiasi altra attività finanziaria, tanto se si sbaglia si è sempre in buona compagnia. Sappiamo tutti quanto sia difficile fare analisi ed ancora di più operare di conseguenza e quindi abbiamo una scusante, ma è importante che questa non diventi una aggravante compiendo il più grosso degli errori: cambiare strategia nel momento in cui viviamo lo stato psicologico più difficile, la rassegnazione.
Amici e non mi dicono di non guardare più al proprio deposito titoli, se ne sono fatti una ragione o forse una colpa o come spesso capita la colpa è di qualcun altro, consulente o giornale non ha importanza. In questo non ci trovo niente di nuovo, anzi, considero la rassegnazione, in termini di sentiment, l’ultimo gradino della debacle psicologica dopo il panico per chi non ha venduto.
Quello che vorrei vedere è anche l’incredulità alla prima gamba di rialzo, ma tarda ad arrivare.

Guardando ai grafici, si nota come si stia formando una fascia di prezzi importanti, raggiunti i quali le mani forti comprano, per poi vendere dopo un corposo rialzo se nel frattempo non ci sono stati dei miglioramenti nell’economia.
Dal fronte macro arrivano notizie di avvitamento del mercato del lavoro e di quello dei consumi di conseguenza, il pil è atteso a -5,4% e  l’immobiliare non si riprende perché ancora i prestiti hanno tassi alti in America nonostante il calo del tasso di riferimento Fed.
Tutto questo fa riferimento all’ultimo trimestre del 2008, quando l’economia ha avuto un collasso, speriamo che i dati del trimestre che stiamo vivendo saranno migliori, ma da quanto si legge….

Il bund sta correggendo e probabilmente tornerà a posarsi sulla trend line che ha accompagnato il rialzo a partire dal 1991 in area 120.

 

L’idea che l’indice possa trovare un supporto a 120 ci viene anche dal grafico che misura l’attuale ribasso azionario iniziato nell’estate del 2007. Il rialzo del bund iniziato da 110, ha avuto negli ultimi tre mesi dei massimi crescenti, ma come evidenziato dai due cerchi, tale  movimento non è stato confermato dall’indicatore Macd, formando delle divergenze negative. Se poi misuriamo i possibili ritracciamenti sulla base di Fibonacci notiamo che il 38% passa proprio in area 120, ed interessante anche come 118 invece coincidi con il 50% ed allo stesso tempo con i massimi precedenti toccati a marzo del 2008.

 

Se guardiamo il grafico del Dax relativo all’ultimo bear market si nota come dopo cinque anni di rialzi ci sono voluti tre tentativi di rompere quota 8000 in un arco temporale di sei mesi prima di iniziare a scendere, in questo periodo l’indice si è mosso in un’area di 500 punti. Ora sono quattro mesi che ci muoviamo in un range di 1000 punti (normale con l’esplosione di volatilità avuta), con tre tentativi di accelerare al ribasso con la rottura di quota 4000 punti. Abbiamo evidenziato i due  momenti con i quadrati neri.

 

Analizzando nello specifico i tre minimi consecutivi si trovano delle analogie nella presenza di una “ombra” piuttosto prolungata nelle tre candele che determinano i minimi a dimostrazione che 4000 punti è un buon supporto e che a certi prezzi si trovano i compratori.
Inoltre, il Macd offre interessanti divergenze positivi chi generalmente marcano dei minimi importanti.
 

Passando ora allo S&P500 ricordiamo che avevamo anticipato queste sedute di ribasso confidando sui segnali di medio periodo nei grafici settimanali ed ora andiamo a riguardarli. A differenza di quanto accaduto in Europa, gli Stati Uniti non hanno registrato doppi o tripli minimi, sono comunque congestionati come i nostri.
Il grafico che segue dimostra quanto detto sopra ed allo stesso tempo evidenzia come i segnali di medio periodo siano ancora intatti e positivi come evidenziato dal cerchio nell’area riservata al Macd.
Rimaniamo fiduciosi per il medio periodo.

Tornando ai sondaggi ci teniamo a dire che abbiamo avuto dei problemi sia nel recupero dei dati relativi ai traders,  dal nostro fornitore, al quale abbiamo anche rilanciato per ottenerli, ma non sono in grado di raccoglierli neanche loro, sia in termini di segnali durante questi mesi di ribassi.

Riportiamo il grafico dell’American Association of Individual Investors cercando di capire l’evoluzione avuta.
I segnali migliori sono stati dati nella vendita, quando invece, mediante gli studi fatti in collaborazione con l’Università di Bologna, in passato i risultati in termini di performances arrivavano dai segnali di acquisto sul pessimismo.
Basta guardare il grafico che segue per capire come le cose si siano ribaltate. I cerchi rossi evidenziano dei segnali di vendita sulla base di troppo ottimismo, mentre quelli verdi dei segnali di acquisto sulla base di troppo pessimismo.
In pratica ci troviamo in una situazione di iper pessimismo da oltre un anno ed ancora gli indici non sono stati in grado di reagire, mentre alle prime avvisaglie di ottimismo il mercato scende con violenza. Ora siamo in una situazione di pessimismo per cui se anche non funziona, non dobbiamo temere un ribasso forte e deciso.
 

In conclusione,
l’analisi dei sondaggi da oltre un anno, non fornisce spunti interessanti se non in vendita. Le statistiche fatte sulla serie storica non ci sono servite a molto. L’approccio ai mercati finanziari degli investitori sembra essere minato da una fiducia veramente ai minimi storici. Sembra che molti investitori non ne vogliono più sapere di investire in azioni.
Eppure, anche negli anni che seguirono i crolli del ’29 ci furono dei momenti di recupero dei prezzi e non vedo perché non ci dovrebbero essere in questi anni e soprattutto negli anni ’30 la situazione era forse peggiore dell’attuale e nonostante questo i mercati rimbalzarono.
Probabilmente e lo speriamo, i livelli raggiunti in questi mesi rappresentano dei minimi importanti, ma è altrettanto vero che le notizie con cui i media ci bombardano, non lasciano spazio a sostanziali recuperi prima di ritornare allo scetticismo.
Tecnicamente, come avevamo evidenziato già qualche settimana fa, i grafici di breve periodo avevano dato segnali di vendita, ma confidavamo nel medio periodo su quelli settimanali e come mostrato oggi, quei segnali sono ancora validi per cui nonostante siamo prossimi ai minimi, rimaniamo fiduciosi per i prossimi mesi.
Le analisi sul Dax ci dicono questo ed anche quelle sullo S&P500, il medio periodo è ancora positivo tecnicamente.

 

Michele Clementi – mclementi@sentimentcharts.it

















Copyright 2010 IFA Srl - Tutti i diritti riservati - info@informazionefinanziaria.it Website powered and hosting by Habanero Srl
Quanto pubblicato da Informazione Finanziaria ha esclusive finalità didattiche e informative. Nessuna notizia presente sul sito deve intendersi come una sollecitazione all'investimento.
I dati e le informazioni sui quali si basano le analisi sviluppate da Informazione Finanziaria sono di pubblico dominio e non offrono alcuna garanzia di esattezza. In tal senso è quindi da escludere qualsiasi responsabilità da parte di Informazione Finanziaria.