Analisi del sentiment
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Commento ai Sondaggi del Sentiment - 17 marzo 2009

Mentre scrivo il nostro indice S&P40 sta lottando con il supporto a 14.000 punti, un anno fa di questi tempi sarebbe stato veramente pessimistica come previsione, eravamo a 30 mila punti, poi è successo di tutto e di più, ma dal 25 marzo inizio un rimbalzo fino ad area 35.000 finito a giungo quando Trichet annunciò un rialzo dei tassi perché temeva l’inflazione a fronte di una economia robusta.
La stagione è sicuramente quella buona per un rimbalzo, se anche lo scorso anno, in pieno bear market ci fu.
Inoltre, storicamente marzo è il mese dei punti tornanti, ossia delle inversioni del trend. Non vogliamo metterci a fare un elenco di questi movimenti passati, ma basta ricordarsi i massimi del 2000 ed i minimi del 2003 per avere qualche speranza anche per quest’anno.
Uno dei motivi per cui questo mese spesso coincide con una inversione del trend è la scadenza tecnica dei derivati per la fine del mese.
È naturale che chi ha cavalcato il ribasso iniziato ai primi di gennaio, ha guadagnato in abbondanza ed ora deve prendere una decisione: chiudere la posizione e riaprirla o lasciare la presa ed accontentarsi?
Altro aspetto che abbiamo solo accennato la scorsa settimana sono i sistemi automatici.
Guardando un grafico a cinque minuti si notano su certi livelli dei movimenti forti ed a favore del trend e non sembrano assolutamente dei traders, ma ordini massicci.
Supponiamo che il mercato continua a salire, in questo caso, tutti quegli strumenti gestiti in maniera automatica o da sistemi di trading dovranno iniziare a prendere in considerazione che il trend sta invertendo e dovranno chiudere le proprie posizioni per aprirne di nuove al rialzo.
Una particolarità dei trading system trend following è quella di comprare quando i prezzi salgono e quindi il trend è già partito e vendere quando i prezzi scendono, ossia il trend è finito. Nel caso contrario, quando i sistemi aprono posizioni ribassiste, allora comprano quando i prezzi scendono e vendono quando i prezzi salgono.
Quindi ci sono le condizioni dopo un rimbalzo di oltre 10 punti percentuali dai “minimi” del 9 marzo che questi sistemi di trading automatici siano costretti a rivedere le proprie posizioni da ribassiste in rialziste e questo sarebbe benzina sul fuoco per chi come noi crede che un mercato positivo sia meglio di un negativo per tanti motivi.

Ora cerchiamo degli spunti per completare il discorso:

l’indice italiano è quello che ha beneficiato più di tutti del rimbalzo dei bancari, ma comunque quanto stiamo per visualizzare graficamente si è verificato su tutti i principali indici occidentali, diverso per quelli emergenti, ma abbiamo già parlato di questi e della loro impostazione rialzista.
La candela mensile che si sta formando nel mese di marzo è molto interessante. Se le prossime settimane abbiamo un ulteriore recupero allora il pattern è sicuramente fortemente rialzista.
Anche il momentum segnalato dal macd è ormai arrivato ad estremi molto estesi, specie la differenza tra le due linee evidenzia una fase di forte ipervenduto, ma è naturale che questo non significa che non può estendersi ulteriormente.
La stessa situazione come già detto si sta verificando in tutta Europa e Stati Uniti.

 

Prendendo come esempio lo S&P500 che è sicuramente l’indice leader si nota come sempre in termini di momenum in un grafico giornaliero,  ci sono state importanti divergenze positive nell’attuale movimento ribassista culminato con i minimi a 666 punti. Nel 2003, la stessa situazione o se vogliamo più contenuta in quanto ci furono tre minimi simili non confermati dal momentum, sanzionò la fine del ribasso. Ora, la stessa divergenza positiva è stata registrata con un minimo ben inferiore a quello precedente.
Non stiamo a riportarne il grafico, ma anche a livello settimanale ci sono delle divergenze interessanti.
 

Se guardiamo il grafico settimanale inserendo due medie mobili a 13 e 34 settimane notiamo che il trend è ancora ribassista, ma se vogliamo fare un passo avanti possiamo notare come la distanza tra le due sia piuttosto marcato e quindi plausibile un ritorno alla media.
Un primo segnale interessante lo si potrebbe avere quando i prezzi taglieranno la media mobile a 13 periodi, ma sarà l’incrocio delle medie a sancire la definitiva morte del bear market.
Facendo delle previsioni, un po’ senza senso, si potrebbe anche pensare che il segnale arriverà in estate o in autunno.
Tutto dipende dal movimento degli indici ovviamente.

 

Torneremo sull’analisi tecnica, ma ora crediamo importante segnalare un cambiamento che riteniamo interessante.
Tutti sappiamo che le economie occidentali sono strutturalmente basate sui consumi. Per fare un esempio dell’economia principe, quella americana, i consumi incidono sul Pil per oltre il 70%.
Ora mostriamo un primo grafico che dimostra come questa recessione sia veramente senza precedenti, anche peggio del ’29 in questi termini, quando ovviamente i consumi non pesavano così tanto sul prodotto interno lordo. Se poi guardiamo al grafico dal 1960 è ben visibile come il crollo dei consumi sia stato veramente verticale come mai successo. Però c’è una nota positiva, se pur in questo grafico è appena visibile.

 

Il grafico che segue è lo stesso solamente che quello sopra fa riferimento alle variazioni percentuali rispetto l’anno precedente, mentre quello che segue rispetto al dato precedente. Ovviamente è molto più volatile, ma quella piccola inversione del grafico sopra riportato è molto più evidente nei dati degli ultimi mesi.
Non è un caso che il settore consumer è tra quelli che si sono meglio difesi nel nuovo anno.
 

In conclusione:
ci aspettiamo delle conferme e questa settimana sarà, crediamo, un tentativo dei ribassisti di chiudere al meglio le posizioni in vista delle scadenze tecniche.
Qualcosa però sta cambiando, almeno tecnicamente, se pur ancora siamo in un bear market dalle tinte molto rosse.
I consumi sono in crescita e dalla prossima settimana cercheremo di mostrare tutti quegli indicatori fondamentali che stanno invertendo l’andamento come la spesa per consumi quest’oggi e l’Ism nelle settimana precedenti.
È da auspicarci un proseguo del rimbalzo in questa primavera, in maniera da convincere chi segue i sistemi automatici ad uscire dal letargo a prendere delle posizioni rialziste, questo permetterà un lento recupero fatto a gradini.

Michele Clementi – mclementi@sentimentcharts.it


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